mercredi 14 octobre 2009

L'Italia e un razzismo istituzionalizzato




Non é la prima volta che scrivo su questo tema che ha portato alla mia politizzazione: il razzismo. Le mie prime armi da militante, le prime manifestazioni fatte e organizzate sono state nella lotta contro il razzismo. Un anno fa precisamente – me ne sono appena accorto – il 13 ottobre 2008, scrivevo un articolo sul razzismo in Italia. Ero andato alla manifestazione antirazzista a Roma la settimana prima.
Berlusconi era stato rieletto da qualche mese, e si sentiva già la riemergenza di un razzismo istituzionale. Se lo qualifico di «istituzionale», é perché il forte razzismo che c'é in Italia non é un razzismo che viene dalla massa, non é un razzismo popolare, é un razzismo generato dallo Stato e dai media. Un anno fa, in televisione si sentiva sempre della violenza dei rom, dei cinesi che rubano il lavoro e distruggono l'economia italiana... e a Napoli dove gli immigrati non fanno mai nessun atto di violenza – anche perché con la camorra non se lo possono permettere – un anno fa, era brucciato il campo rom di Ponticelli. Dal giorno all'indomani é nato un odio profondo da parte della gente di Ponticelli nei confronti di questi rom che erano presenti da anni.
Il governo stava preparando il terreno, e grazie ai media faceva nascere nelle coscienze di numerosi cittadini un problema inesistente prima: il problema dell'immigrazione, anzi degli immigrati... ma non tutti! Il problema degli extracomunitari!!! Si fa un uso di questa parola, in Italia, che é proprio allucinante. Ormai gli uomini sono qualificati di comunitari e non-comunitari, in modo da mirare il razzismo. Una volta il razzismo era contro «gli stranieri» in generale, adesso non più, il problema sono gli extracomunitari. Una volta convinta la massa che gli «extracomunitari» fossero «il» problema in Italia, bastava lasciare lavorare i xenofobi della Lega e i cosidetti «ex» fascisti di AN per fare un pacchetto sicurezza. Insomma, le televisioni berlusconiane hanno creato un sentimento di insicurezza, e il governo, sempre berlusconiano, poteva proporre la sua risposta al problema.
Allora é nato il famoso «pacchetto sicurezza», che preferisco chiamare «leggi razziali in tempo di Repubblica», delle leggi razziali nuova generazione, moderne. Non si parla ovviamente di ebrei, africani, arabi, o asiatici, no, nella legge razziale new-generation, si parla di «extracomunitari».
La legge Bossi-Fini aveva già dato una mazzata in fronte a tutti coloro che volevano venire in Italia per lavorare, imponendo ad ogni migrante di avere già un contratto di lavoro per ottenere un visto e un permesso di soggiorno (cosa assurda ovviamente, sappiamo tutti quanto in Sud Italia sia difficile ottenere un contratto di lavoro anche essendo italiano e presente sul territorio). Ma la Bossi-Fini, a quanto pare non bastava, sta volta bisognava colpire direttamente gli «extra-comunitari» che erano già sul territorio italiano. Allora il pacchetto sicurezza ha istaurato il «reato di clandestinità». Ecco fatto, colui che ha immigrato nel nostro paese e che non é in regola va considerato come un criminale... e poi Bersluconi parla dell'Italia all'estero, qualificandola di «paese di accoglienza», perché é il paese del Vaticano, un paese cattolico e quindi bello, tollerante, con brava gente...
Oggi, un immigrato che ha speso il poco di dennaro che aveva per poter arrivare in Italia, anche se per fuggire uno stato di guerra o se dovrebbe essere considerato «rifuggiato politico», é fuorilegge se non ha il permesso di soggiorno. Ricordiamo anche che la legge impone il pagameto di tale permesso di soggiorno. In Italia, gli immigrati vengono trattati senza nessun rispetto, come se non fossero esseri umani. Di una persona di colore si dice che é «extracomunitario» anche se nato in Italia, la gente si preoccupa di mandare i figli a scuola se ci sono figli di «extracomunitari» in questa scuola. L'immigrato in Italia é costretto a sopportare un razzismo quotidiano, anche se passivo. Il fatto di chiamare tutte le persone di colore «marocchini», senza portare nessun interesse alla reale origine di queste persone, il fatto di disprezzare delle persone perhé hanno difficoltà a parlare la lingua italiana, o semplicemente perché hanno una cultura diversa, un aspetto diverso é quotidianità. L'Italia é un paese razzista dove i diritti dell'uomo non sono per niente rispettati.
L'Italia é un paese in cui il colore della pelle inizia a non essere più un problema solo se di cognome si fa Balotelli e se si segna con l'under 21 ,ma poi ovviamente basta non segnare più per due partite per sentire dei cosidetti tifosi urlare cori razzsiti!
Sono della terza generazione di una famiglia di immigrati italiani in Francia. I miei nonni, rispettivamente da Napoli e da Bari sono immigrati in Francia nel 1943 e nel 1957. Erano di quei numerosi italiani meridionali che sono partiti all'estero per trovare una realtà migliore. Il popolo italiano é stato nel ventesimo secolo uno dei più grandi popoli di migranti, dalla Francia agli Stati Uniti, passando dal Beglio, dalla Germania, dall'Argentina, dall'Australia, dovunque sono andati, gli italiani, spesso primi migranti arrivati, hanno conosciuto discriminazione e razzismo. Ma era 50 anni fa, ad un'epoca in cui la gente non era abituata per niente allo straniero, e il razzismo era popolare, non istituzionale. In quei anni, nonostante tutto, gli immigrati italiani hanno spesso goduto di diritti che facilitavano la loro vita quotidiana. Certo, fino a qualche anno fa, mio padre, anche se arrivato in Francia all'età di 2 anni, doveva ancora fare il permesso di soggiorno, e ogni volta erano tarantelle in questura, perché gli veniva spesso mancato di rispetto in questa occasione, ma il persmesso di soggiorno si rinnovava solo ogni 10 anni. Adesso, é comunitario, quindi non da più fastido a nessuno, e la sua carta d'identità gli basta a tutti gli effetti. Se insisto su questa cosa é per una ragione semplice: il popolo italiano é un popolo che per decine di anni ha migrato per il lavoro. In anni di miseria, molti italiani hanno scelto di andare a lavorare fuori. E oggi, questo stesso popolo italiano, che ha conosciuto la miseria, l'immigrazione, il razzismo, denigra chi oggi sceglie di venire in Italia per le stesse ragioni.
Oggi, per questo, anche se sono sempre fiero di essere figlio di immigrati, mi vergogno di essere italiano.

Se mi viene da riscrivere su questo argomento, é perché sabato andro' di nuovo a Roma per la manifestazione anti-razzista, e dopo quella dell'anno scorso, mi accorgo che la situazione é peggiorata. Poi c'é un'altra ragione: questa settimana un amico mio ha avuto problemi dovuti all'ultima legge sull'immigrazione, il pacchetto sicurezza- legge razziale che instaura il reato di clandestinità. Quest'amico non é immigrato, ma rischia oggi di essere accusato di «favoreggiamento alla clandestinità»! La sua colpa: aver tesserato alla sua associazione e fatto entrare nel suo locale, il Kinky Klub delle persone in situazione irregolare, quindi considerati clandestini e come dei criminali, secondo la legge in vigore. Quest'amico é oggi costretto a dover rifiutare l'ingresso ad amici, ad alcune persone che conosce da anni, perché rischia la chiusura del suo locale e problemi seri con la giustizia. Ecco la novità del pacchetto sicurezza: poter rendere la vita sempre più dura ai clandestini e a coloro che convivono con loro, che cercano di favorire gli scambi culturali e l'integrazione degli immigrati. Per l'immigrato, é diventato problematico farsi la tessera per andare in un locale! Secondo questa legge chi affitta una casa ad un clandestino é anche fuorilegge! Ecco come il paese del cattolicesimo con valori umanisti – come lo qualifica Berlusconi – tratta i suoi migranti!! Gli lascia per strada, gli considera criminale, e punisce chi cerca di aiutarli e di convivere con loro. Questa é l'Italia, il paese in cui il razzismo é istituzionalizzato.

Sabato 17 ottobre, manifestazione nazionale antirazzista a Roma, una volta di più, fatevi sentire, dimostriamo che un'altra Italia é possibile, dimostriamo che in Italia c'é anche un forte anti-razzismo. Antirazzista e antifascista per sempre!!

RAPHAEL PEPE